Non le prendiamo ma state sereni…

Non ti sposo ma vedrai che ti telefono… non la compro ma vedrà che le mando clienti… non le prendiamo ma vedrete che le manterremo… cosa hanno in comune ??? Parole (ro=l)…150320 convenzione pulizia mura lucide- ecoFare una convenzione per la manutenzione ordinaria?? Esiste dal Genn. 2000 –vedi qui e qui . La manutenzione “straordinaria” no! E siccome lo Stato non la farà mai, cosa aspettiamo, che crollino??

Alcune notizie sono difficili da credere!!!

150321 pulizia no del seminario- corsera Ovviamente tutti i cittadini bergamaschi si augurano che l’intermediazione del Comune (se non del Demanio) induca alla ragionevolezza tutti i proprietari dei terreni confinanti sopra e sotto le MURA e, senza la necessità di ricorrere ad una specifica legge sulla fascia di rispetto di monumenti storici, si rendano conto dell’importanza per tutta la comunità della gestione di quel bene storico internazionale, che viene oggi richiesta anche dalle normative Unesco.

L’incomprensibile decisione di non acquisire le Mura

Mentre a parole si parla di grande interesse, sicuramente le “vere” ragioni della decisione non possono essere pubblicamente espresse. Un sindaco, che si ritrova la possibilità di entrare nella storia del monumento, come Rocco Cedrelli che acquisì i baluardi, non può rinunciarvi se non perchè malamente influenzato. Perfino l’acquisizione dell’Accademia Carrara era considerato da alcuni un “gravoso fardello” ma cosa sarebbe Bergamo senza di essa? E qualcuno pensa forse che all’inizio dell’opera, Venezia disponesse di tutti i ducati che furono spesi? E qualcuno può pensare ancora che lo Stato interverrà a valorizzare le Mura perchè gli appartengono? La realtà è che se offri gratis un Ferrari a una persona che ama andare solo in bicicletta non ti dirà mai che il vero motivo è il suo disinteresse, ma accamperà scuse sulla spesa del bollo, della benzina, ecc. Meditate gente, meditate…

Dante nota tra le anime dannate “colui che fece per viltade il gran rifiuto”…

150222 Mura- no, grazie - ecoA Roma dicono “ci fai o ci sei?” L’articolo solleva più dubbi di quelli che vorrebbe dissipare. Le cannoniere di proprietà cittadina? Ma quando mai… Quando Bergamo acquistò i “baluardi” (solo 7 in verità) i contratti erano chiarissimi “solo di superficie”. Fare una convenzione per la manutenzione ordinaria?? Esiste dal Genn. 2000 –vedi qui e qui . La manutenzione “straordinaria” no! E siccome lo Stato non la farà mai, cosa aspettiamo, che crollino?? I Volontari intanto le ripuliscono per l’Expo lavorando giorno e notte… avete pensato di pagar loro almeno un caffè?? Macchè…

Cessione GRATUITA; un’occasione da non perdere

150222 Mura da non perdere - eco -LPBLe Mura sono un simbolo della città, giusto; ma oggi sono anche un forte strumento identitario e, come hanno già dimostrato tante altre città che in passato si sono indebitate per acquisirle, sono anche un’opportunità. Rinunciare alla proprietà significa lasciarle proprio a quello Stato che fino ad oggi le ha trascurate. Sia per la loro costruzione che per il mantenimento, Bergamo ne ha pagato più dei due terzi e che stiano a cuore ai cittadini è dimostrato dal numero di lettere in argomento che arrivano ai giornali.
Già, è vero, stanno a cuore ai cittadini ma all’amministrazione ?? Certo se una cosa non interessa ma non si può dire, si accampano scuse… E non vogliamo neppure qualche esperto tra i piedi… Ma ci sarebbe da coordinare i lavori di diversi assessorati (Lavori Pubblici, Ambiente, Mobilità, Edilizia,ecc.) e Associazioni e Enti e Provincia, Regione, Demanio e Soprintendenza ecc. ecc… ma no! L’Ing. Luigi Angelini perdeva solo tempo… noi faremo una bella tavola rotonda e consumeremo altro legno!

Le Mura devono essere della città

L’ex-Presidente del Consiglio del Comune di Bergamo Guglielmo Redondi, artefice negli scorsi anni di numerosi interventi a favore della conservazione e valorizzazione del nostro maggior monumento cittadino scrive una lettera aperta al Sindaco in occasione dell’attuale, storica, possibilità di diventarne proprietari gratuitamente.

Spett. Redazione
Le Mura a Bergamo: non facciamocele scappare!
scrivo come cittadino che ama la sua città e che ha passione per la vita e la storia di Bergamo ma anche come cittadino che per quattro lustri ha partecipato in prima persona alla vita politica locale. A breve in Consiglio comunale si parlerà della proprietà, della manutenzione e della valorizzazione delle nostre Mura, tema caro, quasi viscerale per tutti i bergamaschi.
Le “Mura veneziane” hanno a oggi un padrone di casa lontano, il Demanio, e forse proprio per questo non hanno avuto sufficiente manutenzione ordinaria e straordinaria. La mancanza di fondi ha tarpato le ali alla valorizzazione  e allo sviluppo delle grandi potenzialità di attrazione di questo inestimabile ed irripetibile patrimonio architettonico. Continue reading

Le Mura di Lucca

Chiamata in causa come esempio di città non proprietaria delle proprie Mura, Lucca diventa invece esempio di scarsa informazione :

LUCCA – L’acquisto delle Mura
– di Carla Sodini
Il 13 dicembre 1864, cioè neppure due mesi dopo il riconoscimento da parte del Governo della Società Anonima per la Vendita dei Beni Demaniali, la Giunta comunale discusse il possibile acquisto delle mura, spalti e fortificazioni intorno alla città per la stima di £.107.000.
In seguito a una lunga discussione, nella quale si erano manifestate opinioni non del tutto concordi, il Consiglio deliberò di rimettere la perizia all’esame d’una commissione perché studiasse bene la modalità dell’acquisto. Poche settimane dopo, il 29 dicembre 1864 la Giunta autorizzò il Gonfaloniere della città a concludere la trattativa.
Trascorso circa un anno di silenzio, la questione delle mura tornò alla ribalta nel Consiglio Comunale del 24 novembre 1865. In quell’occasione il sindaco Demetrio Del Prete, lesse una lettera della Prefettura del 7 ottobre 1865 nella quale si informava di avere ricevuto, in data 5 novembre, da parte della Società Anonima di Torino per la Vendita dei Beni Demaniali del Regno un dispaccio relativo all’acquisto della cortina. Il contenuto della lettera suscitò molte reazioni perché invitava il Comune, a stabilire un aumento del prezzo per compensare la Società della rinuncia all’asta pubblica o ad altre trattative con terzi nel caso in cui le aste fossero andate deserte. Si trattava di un invito e di una sottintesa minaccia di assegnare ad altri il monumento cittadino.
Dopo una lunga discussione nella quale si parlò anche degli antichi diritti della città sul proprio monumento, fu infine deciso di accettare l’imposizione del governo per un aumento del 5% (£. 112.350). Il 26 agosto 1866, 14 giorni dopo l’armistizio di Cormons che poneva fine alla terza guerra d’Indipendenza, ultimate le pratiche da parte del Comune, fu stipulato, presso il notaio Cesare Gherardi, il contratto di vendita a trattativa privata degli spalti e delle mura. A Lucca quindi l’operazione si risolse con successo anche per la natura “antica” delle proprie mura difficilmente riutilizzabili in chiave moderna. In altri casi invece, la prospettiva di un eventuale riutilizzo militare indusse a contrastare le rivendicazioni, più o meno legittime, avanzate dai comuni sulle fortificazioni cittadine.
L’acquisto delle mura si rivelò molto oneroso per le magre finanze del Comune di Lucca e condizionò per diversi anni i bilanci dell’amministrazione. Il 14 maggio 1867 il Consiglio Comunale apprese che il Ministero della Guerra aveva dichiarato non avere da eccepire riguardo l’approvazione del contratto di vendita delle mura e spalti chiedendo però una dichiarazione suppletiva all’atto d’acquisto per l’uso militare della polveriera e della casa di guardia fuori porta San Donato. Il Consiglio decise quindi di assecondare tale richiesta tenuto conto anche del fatto che, dal marzo di quell’anno, il Municipio aveva ottenuto la consegna provvisoria delle mura urbane e degli spalti.
L’atto di dichiarazione suppletiva fu quindi stipulato, sempre dal notaio Cesare Gherardi in data 17 gennaio 1868 di fronte al cav. Decoroso Sigismondi, prefetto della Provincia di Lucca in rappresentanza della Direzione delle Tasse del Demanio di Firenze e al dott. Demetrio Del Prete quale mandatario della città di Lucca.
La lunga operazione per l’acquisto delle mura e degli spalti poté considerarsi conclusa solo il 19 giugno 1870 con la pubblicazione della legge nella Raccolta Ufficiale che approvava la vendita di beni stabili a trattativa privata.

Federalismo demaniale : cessione gratuita delle Mura alla città

Evidentemente l’argomento “Mura” ha colto molti impreparati o con poca voglia di documentarsi. 1) Innanzi tutto le Mura, che sono state oggetto perfino di discussioni parlamentari – vedi –  per il loro valore, non sono assolutamente da mescolare con altri beni. 2) La manutenzione ordinaria spetta già al Comune in seguito all’accordo del Genn.2000 ed è stato pure ribadito recentemente dal Soprintendente  – vedi – . 3) Non esiste un decreto del 1912 che stabilisce la proprietà ma solo una notifica di vincolo culturale. 4) Sono molte le città proprietarie delle proprie mura (Padova, Verona, Cittadella, Pisa, ecc.ecc.) e anche Lucca che si indebitò per acquisirle – vedi -. Lacunosa informazione o malcelato disinteresse ?150115 cessione mura - corsera

Mura, se ne parlerà in Consiglio Comunale

muraLunedi 15/12/2014 sono stati presentati per la discussione in Consiglio Comunale tre importanti OdG mirati alla salvaguardia ed alla valorizzazione delle Mura, dal consigliere Luisa Pecce, che così illustra i contenuti :
“ Tutti sappiamo che Bergamo è in corsa, quale capofila del progetto seriale ”Opere di difesa veneziane tra il XV ed il XVII secolo”, al riconoscimento Unesco. Chiaramente il gioiello che portiamo come contributo della nostra città è costituito dalle Mura Veneziane, amate dai cittadini al punto che i bergamaschi ne hanno fatto un simbolo insostituibile. Con i nostri documenti, che seguono tanti altri presentati nei decenni scorsi, intendiamo stimolare azioni importanti, direi storiche, indispensabili per la promozione ed il mantenimento delle Mura anche in vista della vetrina dell’Expo, ma valide poi per il futuro.
Vi è inserito un progetto di ampio respiro che prevede un’autority di grande prestigio culturale e tecnico, che coordini le azioni di proposta e controllo del piano di conservazione, la pianificazione urbanistica legata alla visuale, le iniziative culturali e tanto altro. Continue reading

1823 – 1827 l’acquisto della superficie sovrastante 7 baluardi

Repetita juvant… l’articolo riprende un pezzo di storia delle Mura, conosciuta, si spera, dai più, descritta già in un altro del 25/6/2012. Questa vicenda (che si può leggere estesamente nella raccolta di Luca Dell’Olio) porta ad elogiare la grandezza di vedute di quell’amministratore pubblico, Rocco Cedrelli, ed esorta qualcuno che, facendo orecchie da mercante, non raccoglie oggi l’idea che Bergamo rivuole le sue Mura“.