Evviva il bando… evviva si ripara il “paesaggio lapideo”!

160203 baluardo Unesco -corsera160203 fondi da cariploSotto la voce “Manutenzione Mura Venete” sul sito del Comune si trova : 1) Relazione Tecnica, dove si parla praticamente della sola pulizia degli arbusti, solo su tre quarti del perimetro, spettante ai volontari di Orobicambiente. 2) Relazione Tecnica Illustrativa – Progetto Esecutivo, dove si trova il progetto, del 2012, di sistemazione della via Tre Armi, via Vetta, via S.Vigilio. Apprezzabilissimo progetto; qualcuno forse spiegherà cosa centri con “le Mura”… 3) Schede di Analisi, dove vi sono 9 schede legate al punto 1) con alcune considerazioni aggiuntive e diverse foto in bianco e nero. Ma, visto che a suo tempo i volontari di Orobicambiente avevano presentato il programma “Wallclean” corredato di schede chiarissime e di facile lettura, non sarebbe stato opportuno adottare direttamente quel programma, pubblicizzandolo, e le sue schede magari integrandole ?? 4) Tavole 1-12 con prospettive frontali dei vari tratti di mura (presi dal programma suddetto ma qui riguardanti solo tre quarti del perimetro) con altimetrie e foto a colori. 5) Progetto preliminare Mura Venete – Bando Fondazione Cariplo. Lasciato perdere il titolo, è precisa la descrizione del problema e i buoni propositi, molto meno il lavoro di copia e incolla della descrizione dei vari settori (date di costruzione approssimative, non segnalate tutte le cannoniere e sortite, termini inventati – le cortine diventano “strutture murarie” – e financo errori nella descrizione – vedi p.es. Piattaforma (?) S.Alessandro – assenza assoluta della fossa, previsione di lavori dei volontari là dove non è previsto nel loro accordo. Si scopre poi che la sistemazione statica della parte nord occidentale (baluardi di S.Pietro e Valverde) potrebbe costare ben 360.000 € e vien ovviamente da chiedersi se questa enorme cifra ha condizionato la scelta di rifiutare ai Bergamaschi la proprietà del complesso!!

Il Piano delle Opere Pubbliche del Comune di Bergamo

E’ stato pubblicato in data 27/11/2015 il nuovo POP (Piano Opere Pubbliche) per il prossimo triennio 2016-2018. Alcune voci, che saranno sicuramente ben “attenzionate”, ovviamente riguardano il maggior monumento di Bergamo e siti limitrofi. Eccone uno stringatissimo estratto:
POP 2016-2018 AdMAppare subito irreale il confronto tra la spesa prevista nel triennio per gli oltre 5 chilometri di Mura (sarebbe interessante conoscere il progetto) e il solo restauro del soffitto della Casa della Marchesa alla Rocca!
E dai finanziamenti risultano escluse alcune voci come: restauro della polveriera ovest, restauro del castello di S. Vigilio, riqualificazione e valorizzazione del sentiero dei Vasi, realizzazione di indagini archeologiche, restauri di piazza Cittadella, restauro camerini Teatro Sociale, ristrutturazione del palazzo del Podestà, restauro della biblioteca A.Mai, restauro della ex chiesa di S. Michele all’Arco, restauro della Chiesa di S. Rocco in via Rocca 1, restauro affreschi ex chiesa di S. Agostino, ecc… e tante altre relative ai beni culturali neppure prese in considerazione. Tutta robetta di poco conto per la valorizzazione storico-turistica della città!!!

Lavori sulle Mura nel 2016…

“Consolidamento della cerchia muraria…” dell’articolo precedente : sistemazione del tetto di Porta S.Giacomo e del parapetto nel tratto baluardo S.Grata – baluardo S.Michele (tutte proprietà del Comune). Si spera che almeno vengano rimosse le scritte che in più punti imbrattano la delicata pietra serena che li ricopre…. ma del lato nord occidentale, più volte segnalato come il più degradato e anche a rischio di crolli, chi se ne occupa ??
151126 Lavori Mura

Riassumiamo… cura e proprietà delle Mura

aerea da sud 2 bIn un momento in cui tutte le città (Cittadella – bellissima, Verona – che ha fatto il parco delle Mura, Brindisi, Taranto, Barletta Padova – che organizza tour delle sue mura e che prevede una sua spesa di 30 milioni nei prossimi 15 anni-  Lucca, che ha costituito addirittura “L’Opera delle Mura” –vedasi il sito- ecc.) si danno da fare per la valorizzazione dei propri beni monumentali, Bergamo resta ancora impantanata col Demanio.
A luglio 2014, in seguito all’approvazione della legge sul Federalismo Demaniale, arriva al Comune la proposta di cessione gratuita che viene però rifiutata!!
Così le Mura Venete di Bergamo hanno ancora oggi un padrone di casa lontano, il Demanio, quello che da sempre ne ha trascurato il mantenimento.
Del 2010 l’ultima richiesta per la cessione gratuita al Comune di Bergamo presentata in Parlamento, mentre il Consiglio Comunale più volte negli anni scorsi si è espresso all’unanimità facendo chiaramente intendere che le Mura devono essere di piena proprietà solo dei cittadini bergamaschi. Tutti d’accordo che le Mura sono, oltre che un grande bene storico e il maggior monumento, anche una grande opportunità per la visibilità e il turismo che solo la città (e non lo Stato) può valorizzare.
Certamente alcuni sollevano ancora obiezioni mettendo in campo dubbi sulla sostenibilità della spesa per la conservazione del bene ma dimenticano che la manutenzione è già a nostro carico. E’ giunta l’ora che costoro la smettano di pensare … “le mantenga qualcun altro”! Pensiero che certamente nasconde solo un recondito desiderio di disimpegno che non può essere manifestato pubblicamente.
Questa è la nostra casa e noi, noi soli, possiamo e dobbiamo averne cura, perché sono state costruite non solo sulla nostra terra, ma sulle nostre case, sulle nostre chiese, sulle sventure e sul dolore dei nostri avi e da noi pagate anche in solido; i due terzi del costo totale, infatti, furono coperti col denaro dei Bergamaschi. Quindi le Mura ci appartengono perché sono a Bergamo e perché sono Bergamo!
Qui di seguito puoi leggere un “Riassuntivo su cura e proprietà delle Mura“.

Le Mura in Comune

PalaFrizzoni -dipinti 2Qualche curioso potrebbe chiedersi : “Ma del nostro monumento più costoso ed imponente della città quando se ne è parlato in Comune ?”.
Ecco la risposta relativa agli ultimi 20 anni:

  • 1995- 4 Sett.   : O.d.G. richiesta manutenzione e iniziative per Unesco
  • 1996- 30 Sett. :  Interrogazione su manutenzione e nomina di un “Conservatore
  • 1998- 11 Sett. : O.d.G. richiesta di iniziative per iscrizione nella lista Unesco
  • 1999- 5 Ott.     : O.d.G. richiesta manutenzione, illuminazione, iniziative per Unesco
  • 2000- 24 Gen. : O.d.G. richiesta fondi allo Stato per manutenzione, cessione della proprietà, iniziative per Unesco 

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Le MURA in Parlamento

QUI DI SEGUITO TROVI UN QUADRO RIASSUNTIVO DELLE VOLTE IN CUI SI E’ DISCUSSO IN PARLAMENTO DELLE NOSTRE MURA
Le Mura in Parlamento

Le acque della Fortezza

Inutile ricordare quanto sia fondamentale per ogni fortezza, così come per ogni insediamento di esseri viventi, l’approvvigionamento di acqua. La situazione della città dopo la costruzione delle MURA è descritta nella segreta relazione del Capitano Giovanni da Lezze al Senato della Serenisima del 1596 :
L’acque che serveno alla fortezza di Bergomo et anco al resto della città sono molte et condotte in diversi modi perciochè parte ne vengono da doi aquedutti, uno de quali viene alla radice del monte di San Vilio et vien alla chiesa di S.to Gotardo et poi dentro la fortezza, il qual si divide in diverse parti facendo diverse fontane, sì nella fortezza istessa come nel resto della città.  L’altro vien dalla Bastia passando per la contrada di Castegnita; vien dentro la fortezza et poi parimente si divide in diverse parti formando fontane et conserve nella detta fortezza et più di fuori nel resto della detta città. Queste acque sono quasi il maggior sforzo dell’acque che servono ad essa fortezza, ma tutte ponno esser levate in due hore senza potergli far contradictione alcuna, ogni volta che li fusse un campo atorno per assediarla o per haverla in altro modo (che Iddio mai lo voglia!) et il primo effetto che fosse fatto da nemici, sarebbe il privar detta fortezza di esse acque.
Ritrovansi poi in essa fortezza tre fontane causate da acque nascenti in essa: la prima chiamata il Vacine appresso la Piazza Nova sotto il convento de rev.di frati Carmelitani; la seconda chiamata la Boccola un poco più a basso verso la chiesia di S.to Lorenzo; la terza appresso detta chiesa di S.to Lorenzo chiamata l’Antro; queste sono sicure et non ne può esser priva la fortezza in alcun modo.
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A proposito dell’Acquedotto dei Vasi

Scartabelliamo nel sito del comune di Bergamo e scopriamo un : “Vecchio” Inventario dei Beni Monumentali, risalente agli anni ’70. Tralasciando l’ovvia domanda del perché non ne esista uno corrispondente “nuovo“, troviamo la scheda relativa al nostro acquedotto e scopriamo che già allora erano stati suggeriti interventi, nella fattispecie all’imbocco del baluardo di S.Pietro, di necessaria manutenzione.

Ma non solo… anche nel 2002 e nel maggio 2012, in Consiglio Comunale, erano stati approvati interventi di riparazione e salvaguardia nel tratto boschivo, quando il cedimento verificato era uno solo…. ma ora sono molti ed il passaggio di numerose bici da cross, soprattutto quando il terreno è bagnato e cedevole, non potrà che aumentarne l’estensione… e allora???

Documenti inediti sulle Mura di Bergamo

Archivio Storico Bergamasco – dalla RIVISTA N. 4 Maggio 1983

L’aver accidentalmente incrociato, nel mercato antiquario, il percorso di sei antichi documenti verso una ulteriore (e ignota) collezione privata e l’opportunità, tanto cortesemente quanto inusitatamente concessami, di fotografarli perché potessero essere riprodotti e studiati, costituiscono una parte delle cause che motivano queste righe. La vicenda che ho appena raccontato sarebbe, ovviamente, priva di qualsiasi interesse se i documenti non fossero di notevole importanza; di tale importanza, anzi, da giustificarne la pubblicazione pur nell’imprecisione di alcuni rilevamenti materiali, dipendente dalla casualità del rinvenimento e dal troppo breve tempo disponibile (in pratica, mi è stato solo possibile eseguire le fotografie e osservare in controluce le filigrane della carta).
I sei documenti, quasi tutti del sec. XVI e completamente inediti, riguardano la costruzione della cinta bastionata di Bergamo e, con cinque disegni e una relazione scritta, si pongono in un arco di tempo che va dal 1571 alla prima metà del secolo successivo. Detto questo, e prima ancora di entrare nel merito di ciascun documento, appare evidente la rilevantissima importanza che lo studio di questi fogli può avere sia nei confronti della storia urbana di Bergamo sia, più in generale, per gli studi sull’architettura militare del sec. XVI. Per tutti questi motivi ho ritenuto che, nella singolarità di questo caso, il criterio della pubblica disponibilità, per lo studio, dei documenti dovesse prevalere e essere precedente a qualsiasi altro interesse: ecco perché, di seguito, non verrà presentato alcun risultato di studi su questi documenti, ma soltanto delle descrizioni e l’elencazione di alcuni problemi o riferimenti nati dalla prima superficiale osservazione.
Per primi, in ordine cronologico, vengono la relazione datata 16 maggio 1571 e il disegno a penna senza acquarellature allegato alla stessa relazione (Fig. 1), e, perciò, databile anch’esso al 1571. 1 II testo della relazione (si veda in appendice) è stato vergato da uno scrivano e sottoscritto autografamente da Paolo Berlendis, `proto’ (direttore dei lavori) delle mura di Bergamo; da questi dati è facile desumere che anche il disegno, non firmato, sia di mano del Berlendis.
Un secondo disegno, acquarellato, rappresenta l’andamento planimetrico delle nuove mura e, dallo stato di avanzamento dei lavori che vi si può leggere, può essere datato non più tardi del 1585, mentre la presenza di alcune scritte autografe (toponimi e altre indicazioni) indica ancora in Paolo Berlendis l’autore (Fig. 2).
Il terzo dei documenti riguardanti direttamente la costruzione della cinta bastionata è un accuratissimo disegno acquarellato riguardante il tratto di mura compreso fra la porta S. Agostino e il baluardo di S. Lorenzo e avente come oggetto specifico la costruzione del baluardo della Fara (Fig. 3). Lo stato di avanzamento dei lavori per la realizzazione del baluardo (avvenuto completamento del fianco occidentale del baluardo e disegno esecutivo delle muraglie che dovranno completarne la faccia orientale e costituire la cortina attraversante il vallone della Fara) rende attendibile la datazione di questo disegno al 1587, mentre è da prendere in considerazione, come autore, il nome di Giulio Savorgnano, sia per l’accuratezza grafica del documento, sia per il doppio ruolo di progettista e direttore dei lavori che il Savorgnano ebbe nella realizzazione di questo ultimo tratto delle mura.Gli ultimi due disegni sono entrambi relativi alla lunga e controversa progettazione dell’adeguamento difensivo della Cappella di S. Vigilio. Continue reading