L’aver accidentalmente incrociato, nel mercato antiquario, il percorso di sei antichi documenti verso una ulteriore (e ignota) collezione privata e l’opportunità, tanto cortesemente quanto inusitatamente concessami, di fotografarli perché potessero essere riprodotti e studiati, costituiscono una parte delle cause che motivano queste righe. La vicenda che ho appena raccontato sarebbe, ovviamente, priva di qualsiasi interesse se i documenti non fossero di notevole importanza; di tale importanza, anzi, da giustificarne la pubblicazione pur nell’imprecisione di alcuni rilevamenti materiali, dipendente dalla casualità del rinvenimento e dal troppo breve tempo disponibile (in pratica, mi è stato solo possibile eseguire le fotografie e osservare in controluce le filigrane della carta).
I sei documenti, quasi tutti del sec. XVI e completamente inediti, riguardano la costruzione della cinta bastionata di Bergamo e, con cinque disegni e una relazione scritta, si pongono in un arco di tempo che va dal 1571 alla prima metà del secolo successivo. Detto questo, e prima ancora di entrare nel merito di ciascun documento, appare evidente la rilevantissima importanza che lo studio di questi fogli può avere sia nei confronti della storia urbana di Bergamo sia, più in generale, per gli studi sull’architettura militare del sec. XVI. Per tutti questi motivi ho ritenuto che, nella singolarità di questo caso, il criterio della pubblica disponibilità, per lo studio, dei documenti dovesse prevalere e essere precedente a qualsiasi altro interesse: ecco perché, di seguito, non verrà presentato alcun risultato di studi su questi documenti, ma soltanto delle descrizioni e l’elencazione di alcuni problemi o riferimenti nati dalla prima superficiale osservazione.
Per primi, in ordine cronologico, vengono la relazione datata 16 maggio 1571 e il disegno a penna senza acquarellature allegato alla stessa relazione (Fig. 1), e, perciò, databile anch’esso al 1571. 1 II testo della relazione (si veda in appendice) è stato vergato da uno scrivano e sottoscritto autografamente da Paolo Berlendis, `proto’ (direttore dei lavori) delle mura di Bergamo; da questi dati è facile desumere che anche il disegno, non firmato, sia di mano del Berlendis.
Un secondo disegno, acquarellato, rappresenta l’andamento planimetrico delle nuove mura e, dallo stato di avanzamento dei lavori che vi si può leggere, può essere datato non più tardi del 1585, mentre la presenza di alcune scritte autografe (toponimi e altre indicazioni) indica ancora in Paolo Berlendis l’autore (Fig. 2).
Il terzo dei documenti riguardanti direttamente la costruzione della cinta bastionata è un accuratissimo disegno acquarellato riguardante il tratto di mura compreso fra la porta S. Agostino e il baluardo di S. Lorenzo e avente come oggetto specifico la costruzione del baluardo della Fara (Fig. 3). Lo stato di avanzamento dei lavori per la realizzazione del baluardo (avvenuto completamento del fianco occidentale del baluardo e disegno esecutivo delle muraglie che dovranno completarne la faccia orientale e costituire la cortina attraversante il vallone della Fara) rende attendibile la datazione di questo disegno al 1587, mentre è da prendere in considerazione, come autore, il nome di Giulio Savorgnano, sia per l’accuratezza grafica del documento, sia per il doppio ruolo di progettista e direttore dei lavori che il Savorgnano ebbe nella realizzazione di questo ultimo tratto delle mura.Gli ultimi due disegni sono entrambi relativi alla lunga e controversa progettazione dell’adeguamento difensivo della Cappella di S. Vigilio. Continue reading →